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L' Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare è un’ Associazione volontaria, senza fini di lucro, il cui scopo è la promozione dello sviluppo scientifico e applicativo dell'impiego medico e biologico delle proprietà fisiche del nucleo atomico, e rappresenta il riferimento in Italia delle attività di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare.

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SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE: cosa c’è di nuovo

Il Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68 in materia di riordino Scuole di specializzazione in area sanitaria ha dato il via ad un riassetto delle Scuole di specializzazione mediche. Dettata da un principio di ridistribuzione delle risorse e miglioramento della qualità della formazione, la riforma presenta una revisione del numero delle scuole eliminandone due (Odontoiatria clinica generale e Medicina aeronautica e spaziale) e accorpandone cinque: Medicina tropicale accorpata a Malattie infettive, Neurofisiopatologia con Neurologia, Chirurgia dell’apparato digerente con Chirurgia generale, Biochimica clinica con Patologia clinica ed infine Tossicologia medica accorpata a Farmacologia. Per la nostra Scuola di specializzazione, salva da accorpamenti, la novità, senz’altro più importante, riguarda la riduzione della durata del percorso formativo che passa, o meglio torna, a 4 anni, così come per quasi tutte le Scuole che oggi ne durano 5. Intuitivamente, questo può essere facilmente applicato ai futuri ammessi al concorso di specializzazione per l’anno accademico 2014/2015, al contrario la situazione per i colleghi attualmente in formazione appare più complessa. Una successiva nota del MIUR introduce il cosiddetto “diritto di opzione”, cioè la possibilità di scegliere la durata del proprio percorso formativo. Gli Atenei dovranno predisporre tutte le procedure idonee a consentire il diritto di opzione agli specializzandi che nell'A.A. 2014/2015 si iscriveranno agli anni di corso precedenti l'ultimo. Se ne deduce che gli specializzandi attualmente iscritti al IV anno dovranno frequentare obbligatoriamente il V anno; gli attuali iscritti al I, II e III anno godranno invece del “diritto di opzione”, quindi saranno chiamati a scegliere se fare o meno il V anno. La riforma, modificando la durata del corso, dà il via ad un conseguente riassetto del percorso formativo con la necessità, da parte del medico in formazione specialistica, di acquisire 240 CFU (crediti formativi universitari, in passato 300), di cui il 70% sotto forma di attività professionalizzante. Nella riforma, in un’ottica di adeguamento agli standard europei (Prigent A. et al. Syllabus for Postgraduate Specialization in Nuclear Medicine--2011/2012 Update: nuclear medicine training in the European Union. Eur J Nucl Med Mol Imaging. 2012 Apr;39(4):739-43.), viene modificato il cosiddetto “profilo di apprendimento”, cioè l’insieme delle conoscenze necessarie per diventare specialista. In particolare, lo specialista in Medicina Nucleare deve aver maturato le conoscenze per la diagnosi ed il trattamento di malattie con sorgenti radioattive non sigillate, acquistando capacità professionali per effettuare procedure diagnostiche e terapeutiche con radionuclidi e radiofarmaci, inclusa la loro preparazione. La riforma, ponendo l’accento sulla necessità di maggiori competenze in materia di radiofarmaci, introduce tra gli obiettivi integrativi la preparazione, il controllo e la supervisione ed assicurazione di qualità dei processi di preparazione degli stessi. Inoltre, tra gli obiettivi integrativi, troviamo anche metodologie diagnostiche non utilizzanti traccianti radioattivi (TC, RMN) e la capacità di integrazione ed interpretazione dei risultati delle metodologie medico-nucleari con quelli delle metodiche radiodiagnostiche, con particolare riguardo alla modalità di fusione delle immagini. Sul versante delle attività professionalizzanti, si assiste anche ad un incremento delle attività in cui è necessaria la partecipazione attiva dello specializzando sotto forma di collaborazione alla impostazione, effettuazione e refertazione di casi (da 500 a 1000). Tali casi andranno quindi certificati sul “libretto” al fine di ottenere il titolo di specialista. Novità anche in materia di tronco comune, con una vistosa riduzione del numero dei CFU: si passa da 81 a 30, corrispondenti a circa 6 mesi di attività spalmabili in 4 anni. Un doveroso cenno va al riassetto del numero delle Scuole sul territorio: infatti, l’articolo 3 del decreto interministeriale afferma che “…si può procedere all’attivazione di una Scuola per regione o per aggregazione di regioni in considerazione del contingente nazionale per singola tipologia di scuola…”. In sintesi, la riforma pone l’accento soprattutto sulla conoscenza dei radiofarmaci, cardine della nostra specialità, e punta su un incremento della componente professionalizzante, con il vantaggio o lo svantaggio, a seconda dei punti di vista e degli interessi, di una riduzione del percorso formativo. Fabrizio Cocciolillo AIMN Giovani
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